Economia emiliana: resiste la crescita

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Le previsioni 2025 indicano un lieve ribasso in tutte e tre le province, ma il Pil resta positivo: +0,6% a Parma, +0,5% a Reggio Emilia e +0,3% a Piacenza. In prospettiva 2026, la crescita dovrebbe consolidarsi attorno all’1%

Dopo mesi di incertezza e di tensioni internazionali, i dati previsionali diffusi dalla Camera di Commercio dell’Emilia sui dati dell’Osservatorio Prometeia confermano per il 2025 un’economia regionale in rallentamento ma ancora in territorio positivo. Tutte e tre le province emiliane – Parma, Reggio Emilia e Piacenza – mostrano un quadro di crescita moderata, che dovrebbe rafforzarsi nel 2026, grazie al recupero dell’industria e dei servizi.

Parma: Pil +0,6% nel 2025, trainato da industria e servizi

Restano positive, anche se con valori leggermente inferiori a quelli previsti ad agosto, le previsioni 2025 per l’economia parmense.
Le analisi parlano di una crescita del PIL dello 0,6% (contro il +0,8% stimato in estate), un valore superiore a quello regionale e nazionale (+0,5%) e destinato a rafforzarsi nel 2026 con +1,0%.
L’industria segna un +1,5% nel 2025 e +1,2% nel 2026, i servizi crescono dello 0,4% e poi dell’1,2%, le costruzioni del +2,4% ma con un calo del 2,5% nel 2026. In forte arretramento l’agricoltura (-8,4%), che dovrebbe tornare positiva (+1,2%) l’anno successivo.
Le esportazioni reggono (+4,0%), nonostante dazi e tensioni internazionali, mentre il reddito disponibile delle famiglie cresce del 3,6% nel 2025 e del 2,6% nel 2026.
Positivo anche l’andamento occupazionale: +1,5% nel 2025, +0,8% nel 2026, con un tasso di disoccupazione in calo dal 4,4% al 3,9%.

“Per quanto la crescita prevista nel 2025 appaia modesta – sottolinea Vittorio Dall’Aglio, vicepresidente della Camera di Commercio dell’Emilia – quello relativo alla nostra provincia è uno degli indici migliori riscontrabili a livello regionale”.

Reggio Emilia: Pil +0,5%, export in calo ma tenuta occupazionale

Le previsioni per Reggio Emilia indicano un PIL in aumento dello 0,5% (rispetto al +0,8% di tre mesi fa) e un rafforzamento nel 2026 con +1%.
L’industria (+0,7% nel 2025 e +1,1% nel 2026) e i servizi (+0,5% e +1,3%) spingono la crescita, mentre le costruzioni mostrano una forte espansione nel 2025 (+2,6%) seguita da un calo nel 2026 (-2,4%).
L’agricoltura registra un arretramento del 6,3%, con un parziale recupero (+2,5%) l’anno seguente.
L’export risente delle tensioni commerciali e dei dazi americani (-1,7% nel 2025), ma è atteso un rimbalzo del +3,3% nel 2026.
Il reddito delle famiglie cresce del 3,7%, e il tasso di disoccupazione si colloca al 3,8% nel 2025 e al 3,5% nel 2026, con un incremento occupazionale rispettivamente di +1,5% e +0,7%.

“La solidità e la competitività del nostro sistema economico – commenta Stefano Landi, presidente della Camera di Commercio dell’Emilia – consentiranno di chiudere il 2025 con un bilancio positivo, seppure con valori modesti”.

Piacenza: Pil +0,3%, export in forte flessione ma ripresa nel 2026

Il Pil piacentino segna un aumento più contenuto, pari a +0,3% nel 2025, rispetto al +0,5% previsto tre mesi fa, e un rafforzamento al +1% nel 2026.
Il quadro settoriale mostra stabilità per l’industria (+0,1%) e lieve crescita per i servizi (+0,3%), con entrambi i comparti in ripresa nel 2026 (+1% e +1,1%).
L’agricoltura evidenzia una contrazione dell’1,8%, ma nel 2026 è prevista una vigorosa ripresa (+5,1%); opposto l’andamento delle costruzioni, in aumento dell’1,8% quest’anno e in calo del 2,7% nel 2026.
Più critica la situazione dell’export, con una flessione dell’11,7% nel 2025, seguita da un rimbalzo del 7,2% nel 2026.
Il reddito disponibile delle famiglie cresce del 2,4% nel 2025 e dell’1,5% nel 2026, mentre il tasso di disoccupazione si mantiene stabile (5,4% nel 2025 e 4,9% nel 2026).

“La situazione permane complessa – osserva Filippo Cella, vicepresidente vicario della Camera di Commercio dell’Emilia – ma confidiamo in interventi nazionali che compensino le difficoltà legate ai dazi e favoriscano la riduzione della tassazione sul lavoro”.

Un sistema solido che resiste alle turbolenze

Dai tre territori emerge un quadro comune: crescita lenta ma costante, mercato del lavoro in salute e famiglie con redditi in aumento. Le sfide principali restano le stesse: dazi statunitensi, stagnazione delle economie europee e calo delle costruzioni nel 2026.
Nonostante ciò, il tessuto produttivo emiliano conferma la propria resilienza, sostenuto da industrie competitive, servizi dinamici e capacità di adattamento ai cambiamenti globali.

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Immagine di Giulia Chittaro
Giulia Chittaro

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