Credito e risparmio in Emilia: tendenze a confronto tra Reggio Emilia, Parma e Piacenza
Tra conferme, sorprese e qualche segnale di allerta, il quadro del credito e del risparmio nelle province emiliane restituisce un’immagine sfaccettata dell’economia locale.
Nel terzo trimestre del 2025, Reggio Emilia, Parma e Piacenza mostrano percorsi simili ma non identici: i prestiti crescono quasi ovunque, così come il risparmio, mentre la qualità del credito evidenzia differenze marcate tra i territori. A emergere è un sistema in movimento, sospeso tra cautela e fiducia, con famiglie sempre più attive e imprese che affrontano sfide diversificate a seconda del settore e della provincia.
Impieghi in crescita, ma con andamenti contrastanti tra le imprese
A Reggio Emilia gli impieghi bancari hanno raggiunto quota 23,1 miliardi di euro, segnando una crescita annua del 3,1%. A Piacenza l’incremento è stato del 2,4%, per un totale di 6,3 miliardi, mentre a Parma la crescita si è limitata allo 0,5%, con impieghi pari a 13,9 miliardi di euro.
In tutte e tre le province, le imprese restano il principale destinatario dei finanziamenti, pur mostrando andamenti diversi. A Reggio Emilia i prestiti alle imprese sono calati dell’1,5%, a Parma dell’1,6% e a Piacenza, al contrario, si registra un aumento del 2%. La quota destinata alle aziende medio-grandi risulta preponderante: 88,9% a Reggio, 86,5% a Parma, 76,9% a Piacenza.
Tra i settori produttivi, la manifattura registra cali a Reggio (-2,7%) e Parma (-5,2%), ma segna un +9,1% a Piacenza. Il comparto delle costruzioni è in contrazione ovunque, con riduzioni marcate a Parma (-7,3%) e Piacenza (-7,1%). I servizi offrono un quadro più variegato: lieve crescita a Reggio (+0,5%), netto incremento a Parma (+5,3%), mentre Piacenza mostra un calo del 2,4%.
I prestiti alle famiglie sono in crescita in tutte le province: +2,6% a Reggio Emilia, +4,3% a Parma e +3,0% a Piacenza. Le famiglie rappresentano una quota significativa degli impieghi complessivi, in particolare a Piacenza (42,4%) e Parma (37,2%).
La qualità del credito: segnali misti
Il tasso di deterioramento del credito presenta tendenze divergenti: migliora a Reggio Emilia, dove scende dallo 1,1% allo 0,9%, mentre peggiora a Parma, passando dal 1,9% al 3,9%, con un picco allarmante nel comparto edile (32,7%). Anche Piacenza registra un lieve aumento, con il tasso che sale dall’1,2% all’1,6%.
Risparmio in aumento in tutte le province
Sul versante del risparmio, tutte e tre le province mostrano una crescita. Reggio Emilia guida con 39,6 miliardi di euro tra depositi e titoli in custodia (+1,452 miliardi in un anno). Seguono Parma con 31,2 miliardi (+1,4 miliardi) e Piacenza con 20,5 miliardi (+976 milioni).
I depositi sono aumentati ovunque: +0,8% a Reggio, +2,0% a Parma, +1,1% a Piacenza, trainati soprattutto dai conti correnti. I titoli in custodia hanno registrato incrementi significativi: +6,4% a Reggio, +7,9% a Parma e +9,2% a Piacenza.
Conclusioni
Il sistema del credito in Emilia continua a mostrare una buona tenuta, con segnali positivi sul fronte dei risparmi e una certa vivacità nei prestiti alle famiglie. Tuttavia, permangono criticità legate alla qualità del credito, in particolare in alcuni settori produttivi come le costruzioni, e in territori come Parma, dove l’indice di deterioramento è cresciuto in modo significativo. Il contesto resta quindi da monitorare con attenzione, anche alla luce delle differenze strutturali tra le tre province.




